martedì 2 giugno 2009
giovedì 26 marzo 2009
THE EX @ INTERZONA
forse che dai particolari si possa arrivare a qualcosa di più esteso? forse cioè un particolare può racchiudere in sé un mondo, esserne rappresentazione immediata? ed inoltre può questo particolare superare il limite di semplice sostituzione simbolica ed iconica, per essere il precipitato materico, reale, di una prassi di vita? che possa, in soldini, dirci qualcosa di più (e di diverso) della sua semplice presenza? non che pretenda di sciogliere nodi gordiani, in fondo si tratta solo di banalità con in più un secondo fine: trovare un espediente narrativo. ma, lasciando perdere le speculazioni teoretiche, si potrebbe rispondere a pelle che in certi casi sì, i particolari possono dirci qualcosa in più. anche se si tratta di cose assolutamente marginali. come le scarpe, ad esempio.
dove: INTERZONA, verona
quando: sabato 21/03/2009
è più di un mese che lo aspetto, questo concerto. ritornano in italia per il tour del loro trentennale i THE EX. La notizia della defezione del loro cantante e fondatore, G. W. SOK, è di quelle che mette però sulla difensiva. come saranno ora? cosa dobbiamo aspettarci? con curiosità e dubbi entro nel locale, temporeggio con qualche chiacchiera e qualche birra e tento di mascherare la trepidazione. mentre l’afflusso di gente continua alla spicciolata, sale sul palco
quando salgono i THE EX mi metto sotto il palco. da un concerto per il trentennale ti aspetteresti una carrellata di pezzi storici, di vecchi “successi” e amenità varie. ma non è questo quello che ci presentano. le luci sono essenziali, bianche, come pure spartana è la strumentazione, ma potentissima. la scaletta è tutta nuova, i pezzi sono dilatazioni di riff dissonanti ed esplosioni noise sorrette dalle geometrie ritmiche della batteria di KATHERINA, sulla scia di pezzi come “THEME FROM KONONO". a dimostrare l’estrema apertura del gruppo e la sua proteiforme capacità di rinnovarsi. il nuovo cantante, ARNOLD DE BOER, tiene bene il confronto anche se la voce è un poco nascosta tra le scudisciate delle chitarre baritone di ANDY e TERRIE. vederli suonare, questi cinquantenni, sembrano dei ragazzini. in special modo TERRIE, che snocciola una dopo l’altra le sue frasi ritmiche, suona con cacciaviti, bottigliette, col palmo della mano, con un’armonica a bocca in prossimità dei pick-up, mettendo a dura prova i timpani. e si muove, avanti e indietro, tarantato, macinando chilometri. e qui ritornano le scarpe. nelle sue calzature antinfortunistica, consumate nella tomaia e nelle suole, racchiude i trent’anni di vita del progetto, i quasi 1400 concerti, il disinteresse per le vacuità del rock, la ricerca dell’essenziale, l’autoproduzione e l’improvvisazione, la militanza politica che non mette in secondo piano l’evoluzione musicale. tutto quello che dovrebbe ancora dire la parola punk.
mercoledì 18 marzo 2009
domenica 15 marzo 2009
giovedì 26 febbraio 2009
un tuffo nel dolce stilnovo all´italiana
amore amore amore amore amore
amore amore amore amore amore
amore amore amore amore amore
amore amore amore amore amore
amore amore amore amore amore
amore amore amore amore amore
amore amore amore amore amore
amore amore amore amore amore
amore amore amore amore amore
amore amore amore amore amore
amore amore amore amore amore
amore amore amore dio quel cane
spegni 'sto cazzo di televisore.
mercoledì 4 febbraio 2009
martedì 23 dicembre 2008
trrrrrrrrrrrrrrrr
http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/cronaca/terremoto-al-nord/terremoto-al-nord/terremoto-al-nord.html
domenica 23 novembre 2008
FRAMMENTO N° 2
al bando appunto o sospeso il
lavoratore trovato in stato di
manifesta ubriachezza disturbo
comportamentale stati di aggregazione
di un'identica forma feticistica
sociale trasformazione di energia
umana in generalizzazione di una
dipendenza servile dipendenza sociale
è diventata un rapporto astratto
che elabora al massimo il controllo
sul corpo promuovere scioperi
(jamais, jamais je suis en) generali
selvaggi a tempo indeterminato
inversamente proporzionali ai nostri
contratti e a molte cose che la
ragione non t'induce, t'induce la
necessità ma comunque questo è
l'essenziale, divide ripetere tutto
all'infinito come un disco rotto
tertium non datur
FRAMMENTO N° 77
deserte fotoelettriche mangiate
il campanile d'arrivo linea
di fuga da piazza postojalyi
da lasciare memoria scaricata
negli immondezzai cimiteri
di tutti i nostri desideri
tecnologici intombati nella
stamina della città in via liguria
tra i prefabbricati quello che
resta vecchie case mezze cadenti
solitudinem faciunt ai margini
del paese spazio privo di spazi
di socialità confini ready-made
agìto spazio sciaguattato
esperito e addio ai semafori
