sabato 30 agosto 2025

"battle-proven" (953 until 30/07/2025) = "collaudate in combattimento" (953 fino al 30/07/2025)







'محمد الزهار Mohammed al-Zahhar'

killed before first birthday





2 commenti:

tojo ha detto...

https://www.washingtonpost.com/world/interactive/2025/israel-gaza-war-children-death-toll/
https://cdn77.pressenza.com/wp-content/uploads/2025/07/Rapporto-Francesca-Albanese-def.pdf
https://www.sistemapenale.it/pdf_contenuti/1726067212_report-albanese-it-5-maggio-2024-final.pdf

tojo ha detto...

Il 30 luglio il Washington Post ha pubblicato la lista dei 18500 bambini uccisi a Gaza, fino a quel giorno, con i loro nomi. L'imposizione del nome è l'atto perlocutorio che inserisce una persona all'interno di quegli intrecci di relazioni che sono la comunità di appartenenza, la società nel suo complesso e la vita, poiché quell'atto la rende una persona. Nominarle, quando sono state massacrate, è un tentativo di ribadirne e ricordarne l'esistenza e ribadirla come umana. I nomi sono, in fondo, quello che resta, quando resta qualcosa. E a volte non resta nemmeno quello. Sia perché i numeri di cui disponiamo sono solo delle vittime accertate, mentre le stime sono molto più alte, ma anche per alcune delle vittime accertate non c'è un nome. Dei 953 bambini uccisi prima che compissero un anno, inseriti nel loop, 48 non sono stati identificati, probabilmente perché non c'era più nessuno in vita che potesse riconoscerli. Un secondo per ciascuno di loro, 953 secondi. 15 minuti e 53 secondi perché il loop ricominci