martedì 25 marzo 2008

hey! (n)ed(d) is dead

c’è chi pensa che il problema principale che abbiamo di fronte oggi si chiami sicurezza. per questo poi mi si gira l'umore. e poi si sa, ho un brutto carattere. ma probabilmente ce ne sono di migliori in città, a breve. nella vita di una città organica alle istanze biopolitiche securitarie si risponda con l'anonimato con la sporulazione. organica, come organismo, ma disomogenea. frammentata. e frammentata sia l'appropriazione del residuale, dello spazio abbandonato. nedd ludd si aggira tra piani regolatori e urbanistiche automatiche consumando le suole delle scarpe. specchio gli è la città precarizzata mercificata.
ma ancora non si capacita dell'esistenza di fusi orari nord-sud. smozzica qualche improperio. ringrazia lo stesso JACOPO.
ok nedd is dead oh ho oh ho

lunedì 25 febbraio 2008

ed ora qualcosa di completamente diverso

gli ALTRO gli ALTRO gli ALTRO! visti, fenomenali come del resto i SUPAGONZA. ma loro non hanno bisogno di conferme. non certamente da me. e gli OFFLAGA. febbraio finisce. nebbie caldo / freddo. concerti concerti. in attesa di firenze. in attesa di un posto dove stabilirmi. sarebbe anche ora. uno spazio mio un mio luogo agìto. qualcosa di completamente diverso. per ora accontentatevi di un luogo fagico. o meglio di un nonluogo in un luogo fagico.

ESERCITAZIONE 5 (TUTTO IN UNA STANZA)
eccoli lì. in un modo o nell’altro ci siamo finiti pure noi i programmi erano altri ora qui. ore 3.00 p.m. circa 1° gennaio notte fredda dell’INTERZOO piccolo andito di cemento di un capannone industriale, ex magazzini generali ricavato da una più grande sala. ci dividono dall’essere dentro un pannello da cantiere, un bancone e un pertugio presidiato da una biondiccia che controlla i timbri sugli arti degli appena-e-non-ancora avventori. ci divide dall’essere fuori il sipario di liste di pesante plastica e trasparente passati attraverso il quale siamo fermi. 28 euro sono davvero troppi per le nostre tasche attesa i bassi ci tremano nell’intestino ci dicono le pareti grigie si cerca il modo di entrare ok i cellulari prendono dice NOUVELAIR dentro c’è un po’ di maraia provo a sentirli la gente fa avanti indietro barcollanti smandibolanti freakette spolpe alterno-cagoni nasi-colanti lasciano scie elettriche a 170 bpm. eccoci qui. il PERO la FRA, NOUVELAIR e il TOJO sono capitati all’INTERZOO verso le 3. fermi all’ingresso cercano una soluzione per entrare gratis o al massimo pagando una cifra forfettaria. dentro la nottata è tirata dal mauro repetto dei prodigy in veste di dj, da un gruppo svedese di elettronica e da vari altri dj. non che sia molto allettante ma tant’è. e quella sera ci sta. siamo lì pure noi. NOUVELAIR chiama un’amica che è dentro siamo bloccati dice in entrata zero intenzione di pagare le altre entrate? ILARIA mi ha detto che controlla le altre due porte riporta la conversazione intanto la FRA prova a trattare con la bionda di piantone non vi posso far entrare a meno ma magari alle 3 e mezza facciamo 10. io e il PERO ci guardiamo in giro in cerca di illuminazioni il bancone cui siamo appoggiati è storto come se fossimo dalla parte del barista ha un ripiano a 3/4 dell’altezza s’insinua in TOJO l’idea di saltarlo via non ci vuole niente dice al PERO slancio poggi il piede sul ripiano e salti di là ci guardiamo, la lampadina è inattuabile ma fatico a togliermela dalla testa i neon di fuori entrano con una mantide fasciata in un vestito a strisce orizzontali si dibatte come un annegato tra le alghe di plastica della soglia, ma con più grazia alza il braccio destro non chiude il pugno come smith agita i ricci e si aggrappa al suo sgabello, una bruna rotonda che ha l’aria di chi ha perso la gara degli aperitivi biascica qualcosa rivolta al tavolaccio su cui si chinano altri consumatori di tempo libero per compilare la loro richiesta di tesseramento che poi cedono ad uno dei due incaricati, ricevono la tessera dietro il pagamento di 3 euro la esibiscono alla cassa allungano 25 euro in cambio di un cedolino con un numero stampato che non guarda nessuno lo passano al piantone che lo getta in un cestino sulla sua sinistra e timbra polsi o palmi di mano. il tutto in tre metri. arriva ILARIA con ‘ORSO e GGGIO salutano e niente da fare dalle altre parti è tutto sbarrato NOUVELAIR si intrattiene con loro mi è a lato ma non percepisco che qualche mozzicone di frase qualche risata qualche risposta stizzita mi racconterà poi chiede a ILARIA se ci può prendere qualche birra, va. il PERO si accende, la prova e scarpa il bancone dandogli sempre le spalle. si muove. vengo spostato di poco indietro anch’io TOJO lo guarda e gli sorride a tempo di musica inizio a spingerlo anch’io indietro lasciamo passare un po’ di tempo tra uno scossone e l’altro il fragore lo sentiamo solo noi coperto com’è dal pulsare delle casse e dalla baraonda che si frappone tra noi e quelli di INTERZOO saluto A che non mi riconosce e mi dice fo’ l’albero con la voce nel setto nasale. alle tre e mezza la FRA torna dalla vidimatrice che nicchia e la scarica a quelli al tavolaccio contratta dai vi diamo 40 euro in quattro loro ne vogliono la metà, a persona. irremovibili. torna sconfitta da noi che distiamo due passi di numero e si accorge del PERO e del TOJO che si scavano la galleria dà di gomito a NOUVELAIR ci strizzano l’occhio e ballicchiano torna pure ILARIA con il beveraggio glielo paghiamo NOUVELAIR consumiamo anche fa al piantone io mi guardo i piedi vedo il blocco di cemento che sorregge il pannello verde provo a spingerlo di lato con la gamba facendo perno con la punta del piede. si muove pure quello. aumento i giri un colpo al bancone un colpo al pannello un colpo al bancone due al. non passano dieci minuti oh io passo dico agli altri. è un attimo. sono dentro.

la casta : così i politici italiani sono diventati intoccabili / sergio rizzo, gian antonio stella


martedì 12 febbraio 2008

duty

febbraio e i 27, l'anno che si muore. prova a rifar freddo ma anche no. periodo pieno di concerti uno dietro l'altro per sapere a quali andate a vedere il blog di NOUVELAIR, la mia nuova aria. chissà che non riprenda anche SETTESTRACCI. per me ormai di nuovo in tre. se deve essere. ma ci conto. leggo ora sì vecchi amori gialli sugli scaffali nel mirino omonimi pelati nonluoghi e nazisti inseguiti a stalingrado ormai liberata, coi tank ad el alamein ché il livello facile li rende battibili ma nel deserto si passano ore a vagare. e chiederei a chi ha ricevuto la medaglia della città di verona il 27 gennaio scorso dalle mani di un filo-fascista (non si può chiamare altrimenti un sindaco che partecipa a manifestazioni di gruppi di estrema destra) di rifiutarla. e chiederei al ppe di espellere forza italia che sta fondendosi con fascisti e post-fascisti (che possano esistere?). ma alla fine non farò nulla di tutto questo. raccogliere le forze. autodisciplinarsi. crudeltà. ho tanto da fare.
tra cui ordinare un libro di BERTI.

sabato 12 gennaio 2008

kroen

un'altra cazzo di città. rivedere qualcuno ma per poco col MANU è così. poi è segreteria è 1600 euro circa. la cosa più plausibile sarà riprendere l'anno prossimo. da capo. più incazzato più cosciente. la sera: in un posto nuovo dell'arci. RIGHETTI e ROSOLINI. un sacco di gente MARCELLO mi dice: non hanno nemmeno il myspace, gli ALTRO. questa è politica questa è politica questa è politica mi ripeto. poi entro nella corrente la mia barista preferita carica i vodka tonic su mie insistenze OTTAVIA mi lascia scivolare in giro tra i corpi nelle pieghe dei suoni tra le sigarette le birre gli incontri i dialoghi con gli H.O.D.A. i cappotti e alla fine immancabilmente ci ritroviamo. lei risplende.

giovedì 3 gennaio 2008

zucchero filato nero

la fuffa poteva andare meglio ma anche no ha preso quello che doveva ha dato. per chan ci sarà un po' da lavorare proverò lo smilzo al posto del bullo. per i pezzi nuovi? vedremo. poi sono cresciuto di colpo. ora sonnecchio precario con un contratto ancora da firmare del sonno arretrato da divano. il PIPPO volato a montreal OTTAVIA a merano ma a presto. ed un ultimo decostruito la partenza il magnum quasi sotto il piede del vecchio la montagna serata a scatti interesse e cliché dialoghi e frecciate botti pentole che saltano come non ne vedevo da anni il ritorno oi! klasse kriminale gli auguri agli sconosciuti dai finestrini viale piave l'interzoo e le vicissitudini per forzare il blocco scavare la galleria con il cucchiaio il timbro finto la drum'n'bass del mauro repetto dei prodigy l'onda della notte che mi spinge la gente che ci trovi. OTTAVIA il PERO la FRANCESCA ed io ad un tratto siamo dentro.
nessuna speranza, solo volontà.



e la prima esercitazione:



ESERCITAZIONE 4 (ESERCIZI DI STILE)
mattina: uomo + donna seduti in faccia alla casa di uno, granito dei gradini per tutto il giorno né movimento né linguaggio ed anche la notte. l’occhio del tipo li tiene sotto tiro da dietro le finestre che cazzo vorranno questi? questi son proprio degli strippati niente cibo niente sonno automi saranno degli. il giorno dopo uguale né li smuove il freddo dell’alba o il teschio del sole le intemperie. quanto la carcassa di un animale richiama dapprima avvoltoi e poi via via altri carnivori in relazione alla distanza, la loro presenza attira la curiosità a vari livelli d’intensità dal divertito all’allarmato di vicini abitanti del quartiere della città dell’hinterland sempre le stesse domande chi? e: che cosa? in maniera esponenziale da non credere ormai sono mesi che sento perfetti sconosciuti che mi pigliano per il culo gli occhi addosso di tutto il bel reame ora li caccio esco fuori e li caccio ‘sti due allora grida ve ne volete andare? niente. chiamo gli sbirri li faranno sì sloggiare 113 arriva una volante qui voi non ci potete stare dicono e li portano via. giorno dopo: ancora lì. di nuovo sbirri + volante + sgombero. ma niente più si può fare carceri piene impediamo i bivacchi da ordinanza però non si riesce nemmeno a multarli questi due potremmo cercare una soluzione abitativa ma non è nostro compito. e di nuovo mattina: uomo + donna seduti in faccia a eccetera. seduti per anni. se li prenderà il generale inverno se li prenderà e invece. a tirare le cuoia è lui senza un cane che possa reclamarne la proprietà quindi alienata. al comune che, persa la causa intentata dalla cittadinanza per permettere agli assisi di prenderne possesso, dopo il tentativo del comune stesso di allontanarli, si vede costretto a lasciarla ai due. creato il precedente. e il giorno seguente la città si sveglia puntellata da persone sedute di fronte a case altrui ad aspettare che qualcuno crepi.